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54 mesi e un giorno per il vitalizio: difficile rinunciare

Ormai è noto. Gli ex parlamentari ottengono la pensione a 65 anni dopo aver ricoperto un mandato di almeno 4 anni 6 mesi e un giorno. I deputati e i senatori eletti nel 2013 per la prima volta sono 591 (o 608 secondo alcuni) su 945. Tanti e di tutte le forze politiche. Ognuno dei 591 parlamentari ha versato circa 33 mila euro (750 euro al mese trattenuti dallo stipendio per 45 mesi di mandato, fino ad oggi). Molti parlamentari sono ansia perché tra i 591 che rischiano di perdere i contributi versati ce ne sono parecchi che non verranno ricandidati. Occasione persa per prendersi una pensione da ex parlamentare. Non bella ricca come una volta (per un mandato si arrivava a tremila euro al mese) ma in ogni caso sempre una somma interessante (mille euro al mese). Alcuni deputati e senatori stanno ipotizzando, nel caso, di fare ricorso per chiedere la restituzione dei contributi ma sembra che i margini siano piuttosto ristretti. Ogni mese deputati e senatori versano un contributo di circa 750 euro. Sono soldi che vengono messi dal Parlamento in un fondo. Ma se l’onorevole non dovesse raggiungere 54 mesi e un giorno di mandato non avrebbe diritto a prendere un euro. Del resto funziona così anche per tutti gli altri lavoratori che, però, devono avere un minimo di 20 anni di contributi. Per questo i parlamentari al primo mandato dovranno essere ancora in carica il 15 settembre del prossimo anno, in alternativa perderanno il diritto alla pensione da onorevoli e tutti i contributi versati. Un vero disastro…… crisi di ansia alternata a crisi di nervi. In ogni caso ci sarebbe una “consolazione”: l’assegno di fine mandato. Ciascuno mette da parte mensilmente (in un fondo apposito) una quota della propria indennità lorda, pari a 780 euro circa. Al termine del mandato parlamentare ogni onorevole riceve un esborso, che è pari all’80% dell’importo mensile lordo dell’indennità per ogni anno di mandato effettivo, tradotto in tutto circa 30 mila euro. Se poi la legislatura dovesse proseguire ancora pure la “liquidazione” sarebbe più corposa. Il ragionamento sarebbe quindi: tentare di conquistare il massimo rimanendo in carica fino al termine naturale della legislatura fissata nel 2018. Parecchi parlamentari meditano e rimeditano….ma il conto sarebbe presto fatto. La stabilità politica della nazione viene prima di tutto. Si chiama “attaccamento alle istituzioni” “responsabilità”. Come non dare ragione.parlamento-vitalizio-perlamentari-deputati-senatori