BOLOGNA: la sciarpa sospesa

December 4, 2015 Scarves hang from poles and trees in Red Arrow Park with tags pinned to them that say I’m Not Lost. If you find yourself out in the cold takes this to keep warm. MICHAEL SEARS/[email protected]

Per contrastare il rigido inverno, a Bologna prende vita l’iniziativa dei Guardian Angels che invitano la cittadinanza a lasciare sciarpe legate agli alberi o ai pali della luce per i bisognosi e i senza tetto.

Il progetto prende spunto da una trovata simile attuata negli Stati Uniti e Bologna è la città pilota per sperimentare questo gesto di solidarietà che fa l’eco alla tradizione cugina del “caffè sospeso”molto in auge in Italia fin dal secolo scorso.

“Le sciarpe calde sono a loro disposizione ed offrono un po’ di calore al corpo, ma anche all’animo” si legge sulla pagina Facebook dei Guardian Angels, associazione internazionale dedita all’aiuto dei senza tetto e dei poveri.

L’iniziativa è lodevole. Anche se scopiazzata dagli Stati Uniti. Anche se è una goccia nel mare. Anche se una persona che sta morendo congelata non ha bisogno di una sciarpa, ma di un tetto sulla testa.

E le sciarpe legate agli alberi non sono calde. Sono fredde e umide, a volte brinate.

Gli Italiani hanno il cuore grande, si sa, ma attualmente hanno anche le tasche vuote e, quand’anche volessero aiutare fattivamente, non ne avrebbero la possibilità economica: il progetto fornisce a tutti una scappatoia per sentire di aver contribuito ad una causa tanto grande quanto giusta, la povertà, senza doversi sentire in colpa per non poter fare di più. Con buona pace degli homeless che ora dispongono di tante sciarpine bagnaticce con cui potersi riparare qualche centimetro di corpo.

 

 

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