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Cagliari: scattano i blitz contro il lavoro nero

Il lavoro nero si conferma un triste “evergreen”. Nonostante la legge sia chiara in merito al lavoro sommerso e sancisca che una impresa che assume un dipendente non dichiarandone l’assunzione presso il locale centro per l’impiego rischia una maxi sanzione pecuniaria da 1500 a 36000 euro, le prestazioni lavorative in nero sono ancora tristemente all’ordine del giorno.  Le sanzioni prevedono cifre consistenti che però non scoraggiano gli imprenditori più temerari che vuoi per una questione di elevata tassazione, vuoi per mera attitudine, tendono ad assumere personale qualificato senza le relative tutele contrattuali. I lavoratori per lo più giovani o padri di famiglia che talvolta accettano di sottostare a condizioni di lavoro prive di tutele si trovano in una posizione di svantaggio che oltre a danneggiare il dipendente vanno ad incidere negativamente sull’economia nazionale nel suo complesso.

Nei giorni scorsi in provincia di Cagliari la Guardia Di Finanza ha smascherato l’ennesimo episodio di lavoro sommerso presso una pizzeria dell’hinterland sita nel comune di Sestu. L’attività capillare sul territorio da parte delle Fiamme Gialle nelle ultime settimane ha permesso di monitorare numerose attività commerciali ed è presso quest’ultima che è stata ravvisata la presenza di tre lavoratori scoperti sia dal punto di vista previdenziale che contributivo; un episodio di lavoro nero a tutti gli effetti. Per il ristoratore è stata intanto predisposta la sospensione della attività commerciale e la segnalazione all’INPS e alla Direzione Territoriale del Lavoro del capoluogo.

Spesso i lavoratori temono che una denuncia a “viso aperto” possa comportare ritorsioni sul posto di lavoro. Esistono soluzioni per tutti coloro i quali volessero denunciare in forma anonima questo scoraggiante status quo, come ad esempio segnalare telefonicamente tali situazioni al centralino della Guardia di Finanza al numero 117, opzione che garantirà l’anonimato e la tutela della privacy del cittadino. I sindacati sono un altro valido supporto che permette al cittadino di segnalare una situazione lavorativa non regolamentata, il sindacato solitamente si espone in prima persona preparando le denunce da inviare agli organi competenti e mediando per una risoluzione pacifica tra le parti in causa.

Qualsiasi individuo ha diritto a denunciare una situazione di lavoro nero e di farlo senza limiti territoriali. Capita sempre più spesso infatti, specie nei comparti produttivi presso i quali la richiesta di manodopera è piuttosto elevata, tra cui il settore agricolo ed edile, che lavoratori extracomunitari vengano cooptati senza fornire loro le dovute tutele e informazioni riguardo il lavoro che dovranno prestare e si trovano in posizione di svantaggio sia da un punto di vista pratico che culturale poiché non avendo ancora dimestichezza con la lingua e le leggi italiane rischiano di subire passivamente condizioni di lavoro vessatorie  e senza alcuna tutela previdenziale. Qualora un lavoratore decidesse di procedere per vie legali per sanare una situazione di questo tipo, potrà pretendere dal datore inadempiente una somma economica come risarcimento per il periodo lavorativo illegale, più la regolare assunzione o in alternativa un quantum in danaro accettabile e sempre a discrezione del lavoratore.