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Camera, nuova bagarre. Quirinale: ‘Basta scontri’

ROMA – Dopo l’incontro di ieri del presidente Napolitano con i presidenti dei gruppi parlamentari di Pdl, Pd e Udc, per fare il punto sulle forti tensioni degli ultimi giorni in Parlamento nuovi appuntamenti oggi al Quirinale con altre forze politiche. Il presidente ha richiamato ciascuno alle proprie responsabilità”, dice il leader dell’Udc Casini in un’ intervista, che sostiene: “non ha senso andare avanti così, con il capo del governo preoccupato solo dei suoi processi”, “ci sono i tempi tecnici” per andare alle urne prima dell’estate. Getta acqua sul fuoco il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri secondo il quale il colloquio con il capo dello Stato é stato “utile” e “senza toni ultimativi”. Di “sconfitta totale della maggioranza” parla dal Pd Franceschini, mentre -a proposito di quanto accaduto ieri- il ministro della Giustizia Alfano che ha lanciato la sua scheda in aria, spiega di non aver avuto “nulla da recriminare nei confronti delle opposizioni” e si dice fiducioso sulla prescrizione breve: “Approveremo tutto, non ci saranno problemi”.

NAPOLITANO RICEVE CAPIGRUPPO LEGA NORD – Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto questa mattina al Quirinale i Presidenti dei Gruppi Parlamentari Lega Nord Padania del Senato della Repubblica, Federico Bricolo, e della Camera dei Deputati, Marco Giovanni Reguzzoni. Lo rende noto un comunicato del Quirinale.
NAPOLITANO RICEVE CAPIGRUPPO IDV – Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto questa mattina al Quirinale i Presidenti dei Gruppi Parlamentari Italia dei Valori del Senato della Repubblica, Felice Belisario, e della Camera dei Deputati, Massimo Donadi. Lo rende noto un comunicato del Quirinale.

BAGARRE CONTINUA La cronaca della giornate di ieri – Prima lo scontro e poi il rinvio. Per il testo sulla ‘prescrizione breve’ non c’e’ pace alla Camera. All’inizio dei lavori d’Aula e’ subito tensione. Si da’ lettura del processo verbale della seduta di ieri, ma manca la parte in cui si parla dell’attacco del ministro della Difesa Ignazio La Russa al presidente di Montecitorio Gianfranco Fini. Le opposizioni lo notano e chiedono l’inserimento dei fatti cosi’ come si sono svolti. La maggioranza invece non eccepisce. Anzi. Ma per Roberto Giachetti (Pd), Franco Evangelisti (Idv) e Gianluca Galletti il testo cosi’ com’e’ non puo’ essere approvato. Fini allora decide di metterlo in votazione. Ma gli esponenti del governo pero’ sono al Consiglio dei ministri. L’opposizione fa entrare di corsa tutti i parlamentari. Giachetti e’ un ‘buttadentro’ implacabile e insegue i ‘suoi’ anche alla buvette e in cortile. Quando Fini apre la votazione i ritardatari corrono verso l’Aula. Anche i ministri che arrivano alla spicciolata. Renato Brunetta attraversa il Transatlantico in 6 secondi netti. La votazione resta aperta quasi 4 minuti. Ma quando l’inquilino di Montecitorio la chiude, tra le proteste del centrodestra, quattro esponenti del governo non sono riusciti a votare. E per il processo verbale e’ troppo tardi. Raggiunta la parita’ tra i poli e’ da considerarsi bocciato. Quasi tutti i deputati del centrodestra escono e rincorrono i cronisti per rilasciare dichiarazioni di fuoco contro la seconda carica dello Stato. Massimo Corsaro, ex An, dice che ora ”finisce la storiella di Fini super partes”, anche se poi ammette che si dovrebbe evitare la concomitanza di riunioni di governo con i voti alla Camera. In Aula, invece, il Guardasigilli Alfano reagisce scagliando la tessera da parlamentare al centro dell’emiciclo che colpisce alla spalla un deputato Pd. Il leader Idv Antonio Di Pietro l’afferra e mostra in sala stampa il ‘corpo del reato’. La seduta e’ sospesa e il verbale riscritto. Alla ripresa viene approvato, ma i dipietristi stigmatizzano Alfano. Nessuno propone nulla contro di lui. Mentre la Giunta per il Regolamento si riunisce per decidere su La Russa. Il centrosinistra propone di non farlo votare per un po’, ma gli consente di essere presente in Aula, cosi’ come prevede la Costituzione. La decisione della Giunta si rinvia a martedi’: altro giorno che si annuncia campale visto che si dovra’ votare sul conflitto di attribuzioni per il caso Ruby. Ma l’ultima parola sulla ‘punizione’ per La Russa tocchera’ all’Ufficio di presidenza. Intanto si apre un altro capitolo, stavolta tutto burocratico. Simone Baldelli (Pdl) chiede di rinviare la ‘prescrizione breve’ alla prossima settimana. In molti devono partire e non si garantisce il numero in Aula. Nella sua richiesta ‘formale’ pero’ parla di ‘rinvio del punto’ e non della ‘seduta’. E il voto ‘inchioda’ il Pdl all”errore’. Conseguenza? La prescrizione breve passa all’ultimo punto dell’ ordine dei lavori, cioe’ alla prossima settimana, dopo il conflitto, il testo sui piccoli comuni, quello sulla contabilita’ pubblica e la Comunitaria. Corsaro prova a ‘sparigliare’ chiedendo il ritorno di quello sui piccoli comuni e della Comunitaria in commissione, ma alla fine di un lungo dibattito, una riunione dei capigruppo convocata in tutta fretta dal vicepresidente Rosy Bindi, scioglie il dilemma confermando l”errore’: di prescrizione breve se ne parlera’ dopo gli altri provvedimenti (gia’ in calendario da tempo) probabilmente la prossima settimana. ”Chi e’ causa del suo mal…” commenta il presidente dei deputati Pd Dario Franceschini. ”Cosi’ – dice – pagano le conseguenze della forzatura iniziale fatta con l’inversione dell’ordine del giorno dei lavori”. Eppure il Pdl aveva fretta su prescrizione breve e conflitto tanto che, assicurano, la commissione Bilancio tarderebbe a dare il parere sulla Comunitaria proprio per evitare che l’esame di questo testo rallentasse l’iter dei primi due.