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Chi ha tempo non aspetti tempo

Cosi ci dissero.
E tutti a rincorrere i nostri impegni. Sveglia presto, uno due tre pronti via.
Tutti frenetici, ognuno dietro i suoi numerosi impegni.
Colazione, bimbi a scuola e poi subito al lavoro.
Oggi un venerdi di aprile al tempo del corona virus è molto diverso.
Sveglia molto tardi, è strano.
C’è da fare la spesa, si inizia lentamente.
Piove, fa freddo. I ragazzi dormono e ci si prepara per uscire.
Guanti, mascherine, distanza di sicurezza.
E davanti a me il solito pensionato; è lento, è sempre stato lento.
Qualche settimana fa che nervi, il suo andamento stanco come se ci fosse solo lui e tanta voglia di prendere quella spesa e metterla velocemente nelle buste pur di sbrigarsi.
Oggi no, è lento come al solito ma va bene, fa tenerezza nei suoi modi attempati, nelle sue mani i segni nel tempo e il suo sguardo sereno, calmo.
Questo fermo forzato ha cambiato rapidamente le nostre abitudini, il nostro andamento è diventato quasi biologico, riusciamo a vedere quei dettagli che non avevamo mai notato, sentire odori che ormai quasi non percepivamo più.
Abbiamo imparato che la pazienza è la virtù dei forti e che non sempre la velocità è il nostro miglior alleato.
Abbiamo spento il telefono e ci stiamo riappropriando di abitudini ormai quasi dimenticate.
Rileggere quel libro che era da tanto che volevo riaprire, stare semplicemente sul divano ad ascoltare la mia famiglia e sentire veramente ciò che dice, ascoltare la musica in sottofondo alla nostra quotidianità.

Se proprio dobbiamo vedere qualcosa di positivo in tutta questa baraonda, questo è il mio lato positivo.

Certo speriamo che non duri troppo, ma per il momento ce lo godiamo in serenità.