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Eccellenze italiane: Laboratorio del Gran Sasso

Il centro di ricerca sotterraneo più importante al mondo si trova in Italia. Stiamo parlando dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, fiore all’occhiello dell’Istituto di Fisica Nucleare.

Vennero ideati nel 1979 dall’allora presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, il professor Antonino Zichichi, potendo beneficiare degli scavi già in corso per la realizzazione del traforo autostradale sotto il massiccio del Gran Sasso d’Italia. I lavori cominciarono nel 1982 e si conclusero nel 1985, mentre il centro di ricerca diventò effettivamente operativo a partire dal 1987.

Qui si svolgono i più importanti esperimenti relativi allo studio delle particelle che compongono la materia.

I laboratori sono dislocati in parte in superficie, dove si trovano gli uffici, e in parte nel sottosuolo, dove sono allestiti gli esperimenti, a cui si accede attraverso il tunnel autostradale del Gran Sasso. La parte sotterranea dei laboratori è costituita da tre grandi sale sperimentali, delle dimensioni di circa 100 m di lunghezza, 20 di larghezza e 18 di altezza ciascuna, e da varie gallerie di servizio, per un volume totale di 180 mila metri cubi.

I laboratori per la loro importanza attraggono ricercatori e scienziati da tutto il mondo, attualmente sono 950 provenienti da 29 Paesi che lavorano ai vari esperimenti attivi o in via di realizzazione.

I 1400 m. di roccia che sovrastano i Laboratori costituiscono una copertura tale da ridurre notevolmente il flusso dei raggi cosmici e consente di semplificare il rilevamento di particelle come il neutrino o la ricerca della materia oscura.

Il compito dei Laboratori del Gran Sasso è di ospitare esperimenti nel campo dell’astrofisica nucleare e fisica delle particelle che necessitano di un ambiente a bassa radioattività naturale. A differenza della roccia dolomitica, quella del Gran Sasso è, infatti, particolarmente efficace contro le radiazioni.