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Libia, ancora bombe su terminal Brega

BREGA – Un aereo da guerra ha bombardato oggi il terminal petrolifero di Brega, la citta’ libica orientale dove ieri gli insorti hanno respinto un attacco aereo e di terra delle truppe fedeli di Gheddafi. Lo riferiscono testimoni. ”Ho sentito un aereo, poi l’esplosione ed ho visto un cratere”, ha detto Mohammed Shibli da Brega, precisando che la bomba e’ caduta vicino all’universita’ di ingegneria che si trova a circa due chilometri dal terminal petrolifero per l’export. ”C’e’ stato un attacco aereo circa un’ora e mezzo fa L’ho visto con i miei occhi”, ha detto da parte sua Awadh Mohammed, un volontario che sta con i ribelli.

GHEDDAFI, ‘SARA’ GUERRA SE ATTACCANO LA LIBIA’ – Gheddafi riappare in tv: ‘Migliaia di morti se ci sarà un attacco Usa o Nato, combatterò fino all’ultimo uomo e donna. Berlusconi ricordi che la Libia sono io. Abbiamo costretto l’Italia a scusarsi per il suo colonialismo, costringendo Roma a pagare i danni’. Truppe fedeli al rais bombardano Marsa Brega, bomba a 2 km da terminale del petrolio. Ue attiva Protezione civile. Usa: ‘No-fly zone richiederebbe attacco militare’. H.Clinton: ‘Rischiamo gigantesca Somalia. Tre navi da guerra americane nel Mediterraneo in rotta verso la Libia. Cina: ‘Soluzione solo pacifica’. Frattini: ‘Presto campo Italia al confine con la Tunisia, aiuti anche a Bengasi’. Sbarchi senza sosta a Lampedusa.

GATES, NO-FLY ZONE RICHIEDE ATTACCO – Il ministro della difesa americano Robert Gates ha detto oggi che la creazione di una ‘no-fly zone’ richiederebbe un attacco contro la Libia. Diciamo le cose come stanno. Una ‘no-fly zone’ inizia con un attacco contro la Libia per distruggere le sue difese aeree”, ha detto il ministro Gates durante una audizione al Congresso. “Solo dopo un attacco del genere sarebbe possibile far volare i nostri aeroplani sul paese senza la preoccupazione che i nostri piloti possano essere abbattuti”, ha aggiunto il capo del Pentagono.

H.CLINTON, RISCHIAMO UNA ‘GIGANTESCA SOMALIA’ – Se l’intervento internazionale sulla Libia non sarà valutato con estrema cautela, “c’é il rischio che la Libia sprofondi nel caos e si trasformi in una gigantesca Somalia”: lo ha detto il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, nella audizione in corso alla Commissione Affari Esteri del Senato americano.

GHEDDAFI A BERLUSCONI, RICORDI CHE IO SONO LA LIBIA –

“Berlusconi ha detto che non controllo la Libia? Io gli rispondo che la famiglia Gheddafi è la Libia”. Lo ha detto il leader libico nel suo discorso fiume ai delegati dell’Assemblea popolare libica, in occasione del 34/esimo anniversario della proclamazione della Jamahiriya (Repubblica delle masse).

GHEDDAFI,COMBATTEREMO FINO A ULTIMO UOMO E DONNA – “Combatteremo per la Libia all’ultimo uomo e donna”: così Muammar Gheddafi in un discorso in tv poche ore dopo l’avvio di una controffensiva militare verso oriente, nella quale le truppe fedeli al rais sono riuscite a riconquistare il porto e l’aeroporto di Marsa Brega, terminal petrolifero a 800 km a est di Tripoli. Intanto, cresce la preoccupazione per l’emergenza umanitaria che si profila in particolare al confine con la Tunisia. Il futuro della Libia è “nelle mani del popolo libico”, ha detto Gheddafi in tv, ribadendo di non essere presidente, né aver alcun ruolo politico nel Paese, perché la “diretta autorità è nelle mani della gente che la eserciterà attraverso i comitati popolari”. Il rais è poi tornato a parlare di Italia: “Abbiamo costretto l’Italia a inginocchiarsi, a scusarsi per il suo colonialismo e a pagare i danni – ha detto Gheddafi -. Abbiamo costretto l’italia ha ammettere i suoi errori. E’ una cosa storica.”. E “l’Occidente si sente insultato perché l’Italia ha baciato la mano di Gheddafi”.

ONG, 6.000 MORTI DA INIZIO INSURREZIONE – E’ di 6.000 morti dall’inizio dell’insurrezione il bilancio delle vittime in Libia. Lo annuncia la ong ‘Lega libica per i diritti umani’. “Il numero delle vittime in tutto il Paese è di 6.000 – ha precisato il portavoce dell’organizzazione, Ali Zerdan, durante un incontro con la stampa a Parigi – di cui 3.000 a Tripoli, 2.000 a Bengasi e 1.000 in altre città”. Il bilancio, molto maggiore di quelli finora presentati, potrebbe anche essere superiore, ha sottolineato. L’ultima conta dei morti effettuata dalla Federazione internazionale delle leghe dei diritti dell’uomo, a cui appartiene quella libica, parlava di 640 morti, e risaliva al 23 febbraio.

L’AJA , PROCURATORE DECIDE APERTURA INCHIESTA – Il procuratore della Corte penale internazionale, Luis Moreno-Ocampo, ha deciso l’apertura di un’inchiesta formale sui crimini commessi in Libia dal 15 febbraio scorso. Lo ha reso noto la stessa Corte. La decisione é stata presa in seguito all’esito dell’esame delle prime informazioni raccolte dal Cpi.

NO FLY ZONE: BRUXELLES,FARE TUTTO PER STOP A SOFFERENZE – “Ogni cosa che può essere fatta per ridurre le sofferenze della gente è bene accetta”: così la commissaria Ue agli aiuti umanitari, Kristalina Georgieva – in partenza per il confine libico-tunisno – ha risposto a chi le chiedeva se fosse d’accordo con la creazione di una ‘no fly zone’ sulla Libia. “Abbiamo ricevuto più di un rapporto che dimostra come il regime di Gheddafi abbia bombardato la popolazione civile. E non ho dubbi – ha aggiunto la commissaria Ue – che la comunità internazionale saprà prendere le giuste decisioni”.

EX MINISTRO GIUSTIZIA A CAPO CONSIGLIO NAZIONALE – L’ex ministro della giustizia libico Mustafa Mohamad Abdeljalil presiederà il ‘Consiglio nazionale’ di 30 membri istituito dagli oppositori che controllano la Libia orientale. Lo ha reso noto un portavoce. “Il Consiglio nazionale sarà presieduto dall’ex ministro della Giustizia, e sarà composto da 30 membri”, ha annunciato il portavoce Abdel Hafiz Ghoqa, che diventerà vicepresidente, nel corso di una conferenza stampa a Tripoli. Abdeljalil aveva preannunciato sabato scorso la sua intenzione di formare un governo di transizione per portare il Paese alle elezioni.

PAPA PREOCCUPATO PER CRISI PAESE – Il Papa “ha espresso la sua preoccupazione per la gente innocente intrappolata in questa terribile tragedia” in Libia. Lo ha riferito Josette Fheeran, direttore esecutivo del programma alimentate mondiale delle Nazioni Unite, ricevuta in udienza privata oggi da Benedetto XVI.

BARROSO, E’ TEMPO CHE GHEDDAFI SE NE VADA – “E’ tempo che Gheddafi se ne vada”. Lo ha detto oggi il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso.

UNHCR, FOLLA SI ACCALCA ‘PER KM E KM’ A CONFINE – Una folla che si estende ”per chilometri e chilometri” in Libia si accalca alla frontiera con la Tunisia. Lo ha dichiarato il portavoce dell’Unhcr che lancia un nuovo appello affinche’ ”siano noleggiati centinaia di aerei” per evacuare tutte queste persone.

BANKITALIA ACCENDE FARO SU OPERAZIONI SOSPETTE – Bankitalia accende un faro sulle operazioni sospette con la Libia e chiede agli intermediari di monitorare per i profili di antiriciclaggio le operazioni e i rapporti con i membri della famiglia Gheddafi e del Governo della Libia.