Lipari, scuole chiuse. Sale il bilancio dei danni

Dopo il nubifragio stamane scuole chiuse nella maggiore isola delle Eolie. La situazione più critica si registra nella media Santa Lucia che al piano terra è rimasta completamente allagata. A Lipari oggi sono anche giunti i geologi della Regione che visioneranno le località più a rischio: Annunziata, Ponte, Valle, Canneto, Calandra e tutti i torrenti. Intanto, il bilancio dei danni – stimato inizialmente sui 30 milioni di euro – aumenta di giorno in giorno. Oltre ai negozianti e ai proprietari delle case che dovranno essere risarciti, nelle borgate alte (Quattropani) sono stati segnalati crolli di muri e lesioni. Il sindaco Marco Giorgianni, che ha già richiesto lo stato di calamità naturale, ha precisato che “il nubifragio non ha niente a che vedere con l’abusivismo edilizio”. Secondo il presidente di Federalberghi Eolie, Christian Del Bono, la notizia del nubifragio è stata trattata dalla stampa “in modo parziale e con toni ingiustificatamente apocalittici, creando l’effetto di terrorizzare chi non si trova sul posto”.

A Lipari nessun ricorda un alluvione così devastante in tempi recenti. L’ultima risale al 1860. “E meno male che è durata solo due ore, perché sarebbe stata la fine; anche stavolta San Bartolomeo ha protetto la sua isola”, hanno detto alcuni anziani.

La causa principale che ha provocato la piena del fiume, mettendo in ginocchio case e negozi nel centro abitato, è stata la discarica abusiva di materiale da risulta che viene utilizzata da trent’anni nel costone di Annunziata. Tutto il dirupo, sospinto dalle fittissime piogge, è crollato e lungo il torrente di Valle, oggi strada e centro abitato, ha trascinato di tutto. Il fiume ha allagato la scuola media tanto che il preside Renato Candia è stato costretto a far evacuare il piano terra e a trasferire i 200 ragazzi in sicurezza al primo piano. L‘acqua ha invaso la via professore Emanuele Carnevale e il corso Vittorio Emanuele. Stessa situazione in località Ponte. Lungo la via Roma è finito di tutto: vecchi elettrodomestici, motorini, biciclette e il fango ha sommerso alcune auto, allagando case e negozi. A Canneto e a Calandra è stato un disastro.

La montagna di detriti di pomice si è riversata nella strada e un bus e diverse auto sono state quasi sommerse. Analoga situazione lungo tutti gli altri torrenti. Ad Aurora sono state sollevate cinque auto. Gli isolani sono rimasti “sequestrati” in casa per alcune ore. Il sindaco ha avuto parole di elogio per la forestale, i carabinieri, i vigili del fuoco, la polizia municipale, i volontari della protezione civile, gli operai comunali e le ditte locali che si sono prodigate con ruspe e mezzi meccanici riuscendo a tempo di record a bonificare e ripulire le vie principali. All’opera con scope e pale anche tanti abitanti, turisti e villeggianti. I tecnici sono al lavoro per mettere in sicurezza il costone di Annunziata e soprattutto i torrenti dell’isola (compreso quelli di Lingua a Salina), anche se non sarà facile. Negli ultimi decenni quasi tutti i corsi d’acqua sono diventati strade dove sono stati costruiti palazzi.

Il sindaco di Lipari Marco Giorgianni ha richiesto lo stato di calamità naturale al governo Monti, alla Protezione civile, al governo regionale, dopo i danni provocati dall’alluvione di ieri. Stessa iniziativa del deputato nazionale Nino Germanà (Pdl), componente della commissione ambiente.