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Monumenti d’Italia: La Basilica di San Marco

La Basilica Cattedrale Patriarcale Metropolitana Primaziale di San Marco Evangelista, questo la sua deniminazione completa, è senza dubbio uno dei simboli di Venezia.

Storicamente la prima chiesa dedicata a San Marco si fa risalire all’anno 828, quando fu edificata per accogliere il corpo del Santo, trafugato ad Alessandria d’Egitto da due commercianti veneziani, Buono da Malamocco e Rustico da Torcello.

La primitiva chiesa di San Marco venne poco dopo sostituita da una nuova, sita nel luogo attuale e costruita nell’832; questa però andò in fiamme durante una rivolta nel 976 e fu quindi nuovamente edificata nel 978 da Pietro I Orseolo. La basilica attuale risale a un’altra ricostruzione (incominciata dal doge Domenico Contarini nel 1063 e continuata da Domenico Selvo e Vitale Falier) che ricalcò abbastanza fedelmente le dimensioni e l’impianto dell’edificio precedente.

Fu consacrata nel 1094, anno in cui, secondo una leggenda, sarebbe stato miracolosamente ritrovato in un pilastro il corpo del santo, che era stato nascosto durante i lavori e poi dimenticato.

Osservandola dall’esterno, prevale la larghezza, poiché in una città come Venezia, che appoggia su un terreno sabbioso, si tendeva a realizzare gli edifici in larghezza, dal peso più equilibrato. E’ possibile dividerla in tre sezioni: piano inferiore, superiore e cupole. La facciata, realizzata in marmo, risale al XIII secolo e si distingue per un piano terra con ben cinque portali strombati. Al piano superiore è invece presente una terrazza, visitabile dai turisti. Il portale centrale vanta una lunetta sulla quale compare il Giudizio Universale. Si tratta del portale più grande e, al tempo stesso, anche quello maggiormente decorato.

Sopra il portale centrale della Basilica trovano posto i famosi cavalli di bronzo dorato e argentato, che furono razziati dai Veneziani, durante la IV crociata dall’Ippodromo di Costantinopoli, la capitale dell’Impero romano d’Oriente. Delle molte quadrighe che ornavano gli archi trionfali dell’antichità, questa è l’unico esemplare al mondo rimasto. Dopo il lungo restauro cominciato nel 1977, i cavalli di San Marco sono conservati nel Museo di San Marco all’interno della basilica, sostituiti sulla balconata da copie.

All’interno la navata maggiore si prolunga nel presbiterio sopraelevato sulla cripta e separato dall’aula, e quindi dai fedeli, da un’iconostasi decorata con le statue dei dodici Apostoli, capolavoro della scultura gotica di Jacobello e Pier Paolo delle Masegne. Al piano superiore si osservano i matronei: ballatoi da cui le donne assistevano al rito.

Sull’altare maggiore si trova l’inestimabile Pala d’Oro, decorata da più di ottanta smalti e centinaia di pietre preziose, un tempo esibita solo in occasione delle maggiori festività religiose.

Tra gli arredi della Basilica il ciborio è il più visibile e inosservato. Sostenuto da quattro colonne completamente rivestite di sculture, è adorno di meravigliose lastre di marmo verde di Tessaglia.

La descrizione della Basilica non si ferma certamente in queste poche righe e non vuole essere esaustiva ma tende unicamente a spronare per una visita ad uno dei gioielli del nostro patrimonio che sicuramente sarà occasione non solo di un approfondimento culturale ma anche un’esperienza che nutre lo spirito.