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Ponte Genova San Giorgio, oggi l’inaugurazione

Alle 11:36 del 14 agosto 2018 una sezione di 200 metri del viadotto Polcevera crolla. Sono 43 i morti, 16 i feriti, 566 gli sfollati dalle case sotto il ponte.

Oggi 3 agosto alle 18.30, trascorsi quasi due anni dalla tragedia che ha colpito Genova con il crollo del ponte Morandi, verrà inaugurato il nuovo ponte Genova San Giorgio.

Per la costruzione del ponte, affidata al consorzio PerGenova, formato da Fincantieri e SaliniImpregilo, poi Webuild, sono occorse 17.400 tonnellate di acciaio, 67.000 metri cubi di calcestruzzo speciale ed il lavoro di oltre 1000 persone tra ingegneri e tecnici specializzati.

Per non parlare delle imponenti operazioni di sollevamento delle maxi-campate che hanno richiesto l’utilizzo di macchinari speciali gestiti da squadre dre 50 persone.

La cerimonia di inaugurazione, che si svolgerà all’insegna della massima sobrietà, su richiesta dei parenti delle vittime, che non parteciperanno alla cerimonia, si terrà alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, del Premier Giuseppe Conte e delle autorità locali. A salutare l’inaugurazione le Frecce Tricolori che sorvoleranno Genova e la nave scuola Amerigo Vespucci che al tramonto si illuminerà con il tricolore.

“Abbiamo messo in quest’opera tanta tecnica quanta passione, come le note della musica che ha risuonato in questa valle per le nostre maestranze durante il concerto del 27 luglio – ha dichiarato l’amministratore delegato di Webuild Pietro Salini -. Abbiamo lavorato notte e giorno per spirito di servizio nei confronti del Paese, e siamo stati orgogliosi di poter collaborare con 330 piccole aziende da tutta Italia che rappresentano l’eccellenza del nostro made in Italy. Un lavoro di squadra esemplare che è lo stesso che anima il nostro Progetto Italia: concretezza, capacità straordinarie e passione.

“Oggi consegniamo le chiavi di un ponte che è di tutti gli italiani.” – prosegue Pietro Salini – “Mostriamo al mondo che siamo in grado di creare opere innovative e sicure, perché la vita di chi lavora e di chi utilizza ponti, strade, treni e metro per muoversi ogni giorno resta la priorità assoluta. Sventoliamo questa bandiera di impegno e successo per recuperare tanti anni e occasioni perse, lavorando per dare un volto nuovo al Paese che lasceremo come eredità alla prossima generazione”.