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Ribelli bloccati a 140 km da Sirte, Nato comanda missione

BEN JAWAD – L’avanzata dei ribelli libici e’ stata fermata questa mattina dalle forze pro-Gheddafi all’uscita da Ben Jawad, situata a 140 chilometri dalla citta’ di Sirte, città natale di Muammar Gheddafi simbolo del regime e della Rivoluzione. Lo ha constatato un giornalista della France Presse. ”Sembra tutto abbastanza normale, da quello che abbiano potuto vedere” ha detto il reporter che si e’ recato nella citta’ costiera con un viaggio organizzato dal governo libico. A dispetto di quanto annunciato nella notte dal quartier generale dei ribelli a Bengasi, il giornalista ha detto di aver visto qualche soldato e qualche poliziotto in citta’, ma nessun segno di battaglia.

Le forze ribelli libiche avevano annunciato stanotte d’avere preso il controllo della città.

Sarà la Nato a difendere i civili e le aree popolate della Libia dalle minacce di attacchi delle forze del colonnello. I 28 alleati hanno approvato ieri sera i piani per assumere il comando di tutte le operazioni in Libia: l’operazione ‘Odissea all’alba’ diventa ‘Protezione unificata’. Il generale canadese Charles Bouchard, che guiderà da Napoli le forze impegnate nella missione, incontra oggi la stampa nella base napoletana dell’Alleanza. Atteso stasera negli Stati Uniti (all’1:30 di domani in Italia) il discorso tv di Barack Obama sull’intervento in Libia.

RIBELLI, A MISURATA ATTACCHI CESSATI – Sono cessati gli scontri tra insorti e forze governative a Misurata, la terza città della Libia e unico bastione della rivolta nella parte occidentale del paese. Lo ha detto all’agenzia Reuters uno degli insorti, stando al quale i lealisti controllano solo una piccola parte del centro abitato. “Per il 99 per cento la città è in mano nostra”, ha affermato l’uomo che ha detto di chiamarsi Mohammed. Le forze fedeli a Muammar Gheddafi oggi avevano scatenato una nuova offensiva a colpi di artiglieria provocando, secondo un testimone, almeno otto morti e 24 feriti.

RIBELLI, ENTRATI A NAWFALIYA, 100 KM DA SIRTE – I ribelli libici affermano di essere entrati a Nawfaliya, circa 100 km a est di Sirte, e ultima città di rilievo prima della roccaforte di Muammar Gheddafi. Lo riferisce la Bbc online.
CONVOGLIO MILITARE E CIVILI LASCIANO SIRTE – Un convoglio di 20 mezzi militari e dozzine di civili sono stati visti lasciare Sirte, citta’ natale di Muammar Gheddafi, diretti verso Tripoli.

RAID AEREI SU SIRTE, DUE FORTI ESPLOSIONI – Gli aerei della coalizione hanno lanciato un raid aereo contro obiettivi a Sirte. In città si sono udite due forti esplosioni.

SEI ESPLOSIONI, CONTRAEREA IN AZIONE A TRIPOLI – Almeno sei esplosioni sono risuonate stasera a Tripoli – indicando una possibile ripresa di raid aerei della coalizione internazionale – e la contraerea è entrata in azione. La Tv di stato libica ha confermato gli attacchi con una scritta scorrevole sul ‘sottopancia’ in cui si afferma che sono stati colpiti “aree civili e militari da parte dei crociati aggressori e colonialisti”. L’emittente ha confermato anche il raid su Sirte, la città natale di Muammar Gheddafi. Secondo una testimonianza raccolta dall’agenzia Afp, a Tripoli è stata colpita tra l’altro la strada dell’aeroporto, distante una decina di chilometri dal centro della capitale libica, oltre che l’area di Ain Zara, a 14 chilometri a est.

AFP, TERMINAL PETROLIO RAS LANUF IN MANO INSORTI – Il terminal petrolifero di Ras Lanuf, nella Libia orientale, è caduto nelle mani delle forze antigovernative. Lo hanno constatato giornalisti della France Presse. Ras Lanuf era stata strappata agli insorti dai lealisti il 12 marzo. Il terminal petrolifero e’ a 370 chilometri ad ovest di Bengasi, capoluogo della Cirenaica e roccaforte degli antigovernativi, e a 210 da Ajdabiya, strategico crocevia caduto ieri nelle loro mani. Sulla strada vicino al terminal ci sono segni di combattimenti, fra cui munizioni abbandonate e un edificio semi-distrutto. Le forze di Gheddafi continuano a ripiegare verso Sirte, la citta’ natale del colonnello. Ras Lanuf era stata strappata agli insorti dai lealisti il 12 marzo. Il terminal petrolifero e’ a 370 chilometri ad ovest di Bengasi, capoluogo della Cirenaica e roccaforte degli antigovernativi, e a 210 da Ajdabiya, strategico crocevia caduto ieri nelle loro mani. Sulla strada vicino al terminal ci sono segni di combattimenti, fra cui munizioni abbandonate e un edificio semi-distrutto. Le forze di Gheddafi continuano a ripiegare verso Sirte, la citta’ natale del colonnello.

RIBELLI, PRONTI A ESPORTARE PETROLIO I ribelli libici si dicono pronti a esportare petrolio “in meno di una settimana” e in grado di produrre “dai 100.000 ai 130.000 barili al giorno”. Lo ha annunciato un portavoce, dopo la conquista oggi degli impianti e dei terminal a sud di Bengasi. I campi petroliferi riconquistati nelle ultime 48 ore consentiranno ai ribelli di “produrre almeno 100.000, 130.000 barili al giorno, e possiamo facilmente arrivare ad un ritmo di 300.000″, ha detto Ali Tarhoni, responsabile per gli affari economici dei ribelli. A Ras Lanuf, considerato il secondo sito strategico per il settore energetico libico, c’é una raffineria da 220.000 e numerosi depositi di petrolio e gas. L’altra città conquistata, Marsa el Brega, è invece sede di un importante terminal per l’export. Tobruk, altro centro petrolifero del Paese, è rimasto poi nelle mani dei ribelli sin dall’inizio della rivolta contro Gheddafi.

PAPA, IMMEDIATO AVVIO DIALOGO, FERMARE LE ARMI – Pregando per ”un ritorno alla concordia in Libia e nell’intera Regione nordafricana” il Papa rivolge ”un accorato appello agli organismi internazionali e a quanti hanno responsabilita’ politiche e militari, per l’immediato avvio di un dialogo, che sospenda l’uso delle armi”. Papa Ratzinger lo ha detto dopo la preghiera dell’Angelus.

FRATTINI, DOBBIAMO PROMUOVERE IMMEDIATO CESSATE FUOCO – Il Libia ”dobbiamo promuovere un immediato cessate il fuoco” per ”garantire alla popolazione un futuro di liberta’ e democrazia, che e’ il vero fine” dell’azione internazionale. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini intervenendo a Buona Domenica su Canale 5. I ribelli ”accetterebbero il cessate il fuoco”, ha spiegato Frattini, riferendo di aver parlato con il capo dell’opposizione a Bengasi, che gli ha spiegato di volere ”prospettare un futuro di democrazia e diritti”, e ”noi dobbiamo scommettere su questo, non possiamo dire in partenza che non accadra”’. ”Il vero obiettivo e’ il dopo Gheddafi” perche’ la popolazione libica possa vivere ”finalmente senza la paura del regime”, ha aggiunto Frattini, spiegando che bisogna ”pensare ad un processo di riconciliazione nazionale”: In ogni caso ”non possiamo pensare di ridare lo scettro a Gheddafi”.

LA RUSSA, OPERAZIONE DEFINITIVAMENTE SOTTO EGIDA NATO – “Intanto questa mattina i capi di Stato maggiore della Difesa della coalizione della Nato hanno predisposto definitivamente il piano della ‘No fly zone plus’ e tutto praticamente è passato sotto l’egida della Nato: sia l’embargo navale che è comandato da un ammiraglio italiano, sia le operazione aeree”. Lo ha spiegato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, a Cesano Maderno (Milano). “Nell’embargo navale abbiamo messo a disposizione della Nato, erano già sotto l’egida ma ne abbiamo trasferito l’autorità, tre navi più un rifornitore che si chiama Etna – ha reso noto il ministro – abbiamo trasferito la Garibaldi, che a sua volta trasporta aerei e anche un’altra nave, una fregata. Sono mesi importanti perché assicurano la volontà di non far transitare armi che vadano a incoraggiare la continuazione della guerra all’interno della Libia”. “Lo stesso devo dire per quello che avviene in aria – ha continuato il ministro della Difesa La Russa – abbiamo compiuto 54 voli che hanno sempre messo a tacere senza bisogno di usare missili i radar nemici che avrebbero potuto abbattere gli aerei della coalizione, perché la loro presenza fa immediatamente non utilizzare i radar e rende più sicuro il volo degli altri aerei”. “Io dico – ha concluso La Russa – che dal punto di vista militare abbiamo raggiunto il massimo risultato con il minimo sforzo”.

NATO, COMANDO UNIFICATO A GENERALE CANADESE BOUCHARD – Il generale canadese Charles Bouchard, è stato nominato comandante della “Task Force Multiforze Combinata” per l’ operazione “Unified Protector” sull’ applicazione dell’ embargo marittimo alla Libia. Bouchard guiderà da Napoli le forze Nato e non-Nato – precisa un comunicato dell’ Alleanza Atlantica – assegnate all’operazione Unified Protector. La Nato è impegnata in Libia nell’ attuazione dell’embargo e della zona di interdizione aerea (No-fly zone).

“Questa è una chiara dimostrazione dell’impegno dell’Alleanza a far fronte ai proprio obblighi sotto il mandato dell’Onu, dando prova della propria ferma intenzione di fare quanto sia necessario per proteggere la popolazione libica” – ha detto il generale Bouchard – si tratta di una decisione molto importante che l’Alleanza ha preso in un brevissimo lasso di tempo”. Domani alle 14 nella sede del JFC Command Naples della Nato il generale canadese terrà una conferenza stampa.

COMANDO A NATO: FONTI, ACCORDO ORMAI CONCLUSO – E’ in dirittura d’arrivo la decisione dei 28 stati membri della Nato per il passaggio del comando di tutte le operazioni militari in Libia dalla coalizione dei volenterosi all’Alleanza atlantica. Lo riferiscono fonti qualificate della Nato, parlando di “accordo ormai concluso”.

La Nato ha deciso oggi di implementare tutti gli aspetti della risoluzione Onu 1973 per proteggere i civili e le aree popolate da civili sotto minaccia di attacco da parte del regime di Gheddafi. Lo riferiscono fonti qualificate dell’Alleanza. Con questa decisione, la Nato assume il comando politico di tutte le operazioni militari in Libia. Il passaggio delle consegne tra la ‘coalizione dei volenterosi’ e l’Alleanza si concluderà entro 48-72 ore.