Rifiuti Siena, Arezzo e Grosseto, gli inquirenti: imbarazzante fame di denaro

Fame di denaro e spregiudicatezza. Questo hanno affermato gli inquirenti. Ancora una volta assistiamo a sistemi di “commistione” tra controllori e controllati in ambito di gare pubbliche. La domanda è sempre quella…ma per quale motivo chi dirige e vede un euro sopra il tavolo ha la irrefrenabile voglia di metterlo nella sua tasca ?  L’argomento di cui stiamo parlando riguarda un appalto ventennale per un totale di circa 3,5 miliardi di euro ed era la gara per la gestione completa del ciclo di rifiuti nelle province di Arezzo, Siena e Grosseto, l’area governata dall’ Ato Toscana Sud.  Secondo le indagini della Guardia di Finanza è emerso un sistema per cui gli indagati avevano concordato preliminarmente, nonostante i ruoli distinti ed incompatibili fra loro, i dettagli della procedura di aggiudicazione nonché la redazione materiale dei documenti. Il bando di gara (del 2013) era strutturato “su misura” per favorire il raggruppamento con a capo Siena Ambiente (raggruppamento di 6 aziende, Sei Toscana appunto) e per scoraggiare eventuali altri concorrenti inserendo nel bando stesso clausole particolarmente vessatorie. Nel corso delle indagini è emerso poi che il direttore generale dell’ Ato Toscana sud avrebbe ottenuto denaro illecito per oltre 380 mila euro, tramite compensi che figuravano come consulenze, prestazioni o rimborsi spese. Il direttore avrebbe usato le proprie funzioni pubbliche al fine di favorire un intreccio di accordi “sottobanco” a vantaggio dell’aggiudicatario dell’appalto, traendone vantaggi economici personali. Avrebbe agito nonostante le incompatibilità funzionali. Controllati e controllori agivano insieme per raggiungere il risultato comune: far ottenere l’appalto ad un preciso raggruppamento di imprese. L’origine dell’inchiesta è stata una lettera anonima indirizzata alla Procura, alla Gdf e alla Corte dei conti. Gli investigatori hanno spiegato le clausole speciali inserite appositamente nel bando di gara per il ciclo dei rifiuti nell’Ato Toscana sud, grazie alle quali Siena Ambiente e quindi Sei Toscana non avrebbero avuto concorrenti con certezza di aggiudicarsi l’appalto. Il direttore generale di Ato Toscana sud, nella fase dell’appalto, era in costante contatto con consulenti del proprio ente e consulenti di società e studi professionali che gravitavano intorno al raggruppamento di imprese che poi avrebbe vinto la gara, per dare le disposizioni utili a “cucire” il bando affinché il gruppo di Siena Ambiente se lo aggiudicasse. “Un’imbarazzante fame di denaro”. “La spregiudicatezza” del direttore Andrea Corti “nella gestione della cosa pubblica e la sua ‘fame’ di denaro appare, per certi aspetti, imbarazzante”. Lo scrive il Gip Zanobini disponendo gli arresti domiciliari (nella casa di Poggibonsi) per il principale indagato dell’inchiesta sul bando da 3,5 mld truccato in Toscana . La procura aveva chiesto il carcere ma il Gip ritiene sufficienti gli arresti domiciliari accompagnati “da divieto assoluto di incontri e colloquio” con soggetti diversi dai familiari. L’ingegner Corti, ha sempre rilevato il Gip Zanobini, “costituisce il motore e il promotore dell’attività illecita; non pago dello stipendio quale professore universitario e dell’importante remunerazione economica quale direttore dell’Ato Toscana Sud, da pubblico ufficiale ha venduto la funzione, ha fatto costante mercimonio dei propri poteri, piegandoli a esigenze private per finalità di prestigio personale e, soprattutto, di lucro ponendosi a disposizione di privati ‘pagatori’, intraprendendo con loro, in straordinario conflitto di interessi, attività imprenditoriali”. Ma esistono persone oneste e capaci in questa Italia ? se ci sono si facciano avanti per cortesia ! ato-toscana-sud

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