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Ruby, difesa premier: rinviare udienza causa nuovi atti

MILANO – “Abbiamo chiesto il rinvio dell’udienza del 6 aprile perché di recente ci hanno depositato 20 mila pagine di nuovi atti che dobbiamo leggere”. Lo ha detto l’avvocato Piero Longo che insieme a Niccolò Ghedini difende Silvio Berlusconi, in relazione al processo che si aprirà a Milano il prossimo 6 aprile e in cui il premier è imputato di concussione e prostituzione minorile per il caso Ruby. Longo ha spiegato di aver inoltrato l’istanza sia al presidente del Tribunale, Livia Pomodoro, sia al presidente della quarta sezione penale del tribunale che dovrà giudicare il capo del governo. Il legale ha inoltre specificato che l’istanza è stata presentata in base all’articolo 465 del codice di procedura penale in cui si stabilisce che “il presidente del Tribunale o della Corte d’assise, ricevuto il decreto che dispone il giudizio, può, con decreto, per giustificati motivi, anticipare l’udienza o differirla non più di una volta”. Per il 6 aprile non è stato comunque al momento invocato alcun legittimo impedimento legato agli impegni istituzionali di Berlusconi.

INDAGINI, DA PREMIER A MORA 2,5 MLN VERSATI IN SVIZZERA – Due milioni e 450 mila euro versati a Lele Mora dall’amministratore del patrimonio del premier, Giuseppe Spinelli, per conto di Silvio Berlusconi, a Lugano e assegni per quasi 13 milioni di euro nel 2010 firmati dal presidente del Consiglio e poi ‘girati’ sempre al ragionier Spinelli che provvedeva a negoziarli con operazioni ‘cambio assegni’. Sono questi i nuovi movimenti bancari individuati dai pm di Milano che indagano sul caso Ruby e agli atti dell’inchiesta, riportati oggi da ‘la Repubblica’ e ‘Il Corriere della Sera’. Repubblica, entrando nel dettaglio degli accertamenti sulle operazioni effettuate nel 2010 sul conto 1.29 presso la Banca del Monte dei Paschi di Siena, quello personale di Berlusconi, spiega: “Le tranche mensili sono molto variabili. Oltre il milione in gennaio, aprile e maggio. Vicino al milione in luglio, settembre e ottobre. Meno di 800 mila euro in febbraio, marzo e giugno. Un modesto 344 mila euro in agosto e un’impennata a fine anno: 1 milione e 496 mila euro a novembre e addirittura e 2 milioni e 555 mila in dicembre. Assegni per 250 mila, 300 mila euro”. Riguardo a questi ultimi, Repubblica fa notare che queste cifre sono state “trasformate in contanti nel dicembre 2010”, proprio nel mese in cui la Camera ha votato la fiducia al Governo. Il totale delle operazioni di cambio assegni l’anno scorso, come riporta anche il Corriere della Sera, è di 12 milioni e 882 mila euro. Il quotidiano milanese, inoltre, sottolinea che Spinelli ha emesso dal proprio conto presso la Banca Popolare di Sondrio 13 assegni circolari per Lele Mora in tranche da 950.000 euro il 19 gennaio 2010 e da un milione e mezzo di euro il 18 marzo 2010. Soldi che in gran parte, scrive il quotidiano di via Solferino, sono stati “versati alla Banca Svizzera Italiana di Lugano” nel periodo in cui l’impresario tv ‘lottava’ per salvare la sua Lm Management dalla bancarotta. Denaro che “Mora non sembra aver immesso” nella società che venne dichiarata fallita lo scorso 11 giugno.

Ruby, da Giunta parere su conflitto mercoledì –
GIUNTA REGOLAMENTO CAMERA CONVOCATA 24/3 – La Giunta per il Regolamento della Camera e’ stata convocata per martedi’ prossimo, 24 marzo, alle ore 9. All’ordine del giorno le comunicazioni del presidente di Montecitorio Gianfranco Fini in tema di ”modalita’ procedurali per l’elevazione di conflitti di attribuzione”.

ACCUSA PROSTITUZIONE MINORILE ANTICIPATA A SETTEMBRE’09 – Il reato di induzione e favoreggiamento della prostituzione minorile contestato dalla procura di Milano a Nicole Minetti, Lele Mora e Emilio Fede è anticipato al mese di settembre 2009, rispetto al febbraio 2010, come era noto finora. Lo si ricava da una nota della Procura della Repubblica.

PM, ATTI SESSUALI CON PREMIER PER 13 INCONTRI – Ruby ha compiuto “atti sessuali con Silvio Berlusconi, dietro pagamento di corrispettivo in denaro ed altre utilità” per 13 incontri ad Arcore tra il 14 febbraio e il 2 maggio 2010. E’ quanto scrivono i pm di Milano nell’avviso di conclusione delle indagini a carico di Nicole Minetti, Lele Mora e Emilio Fede. Nel capo di imputazione riguardante l’induzione e il favoreggiamento della prostituzione di Ruby, i pm scrivono che i 3 indagati “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, anche in tempi diversi, in concorso tra di loro, agendo congiuntamente e disgiuntamente” hanno indotto e favorito la prostituzione della giovane marocchina. La ragazza, secondo i pm, ha compiuto atti sessuali con il premier “presso la residenza in Arcore nelle date del 14 febbraio, 20 febbraio, 21 febbraio, 27 febbraio, 28 febbraio, 9 marzo, 4 aprile, 5 aprile, 24 aprile, 25 aprile, 26 aprile, 1 e 2 maggio 2010”. In particolare, scrivono ancora i pm Ruby “partecipava alle serate all’uopo organizzate articolate in tre fasi”. Poi la descrizione delle tre fasi e del ‘bunga bunga’

PM, 32 LE RAGAZZE INDOTTE A PROSTITUZIONE – Sono 32 le ragazze maggiorenni che sarebbero state indotte a prostituirsi da Nicole Minetti, Lele Mora e Emilio Fede. E’ quanto si evince dall’avviso delle conclusioni indagini per i tre, notificato oggi dalla procura di Milano.

PROCURA, PROSTITUZIONE MAGGIORENNI FINO A ULTIME FESTE – Il reato di induzione e favoreggiamento della prostituzione di maggiorenni contestato dalla procura di Milano a Nicole Minetti, Lele Mora e Emilio Fede viene ipotizzato a partire dagli inizi del 2009 fino al gennaio 2011, quando si sarebbero svolte le ultime feste ad Arcore. E’ quanto si legge in una nota firmata dal procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati.

PM STRALCIANO POSIZIONE COLLABORATORI MORA – La procura della Repubblica di Milano ha stralciato la posizione dei tre collaboratori dell’imprenditore dei vip Lele Mora, al quale hanno invece notificato l’avviso di conclusione delle indagini sul caso Ruby. Per i tre – Gentile Fedele, autista di Mora; Mario Sacco, factotum; e Daniele Salemi, manager di starlette – si profila una richiesta di archiviazione.

PM,SERATE IN TRE FASI,ECCO COS’E’ IL BUNGA BUNGA- Serate in “tre fasi”: prima la cena, poi il ‘bunga bunga’ e infine la “scelta, da parte di Silvio Berlusconi, di una o più ragazze con cui intrattenersi per la notte in rapporti intimi” dietro compenso. E’ quello che sarebbe successo ad Arcore, secondo quanto si legge nell’avviso di conclusione indagini notificato a Emilio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora. I pm, in particolare, descrivono il ‘bunga bunga’ come “mascheramenti, spogliarelli e balletti erotici” con le ragazze che si toccavano “reciprocamente, ovvero toccando e facendosi toccare nelle parti intime da Silvio Berlusconi”.

DA PREMIER PIU’ SOLDI PER CHI SI FERMAVA LA NOTTE – Le ragazze che avrebbero partecipato alle serate ad Arcore avrebbero ricevuto più soldi quando si fermavano per l’intera notte, dopo essere state scelte da Silvio Berlusconi. Lo si legge nell’avviso di chiusura del filone dell’inchiesta sul caso Ruby notificato oggi dalla Procura di Milano al consigliere regionale lombardo del Pdl, Nicole Minetti, all’impresario dei vip, Lele Mora, e al direttore del Tg4, Emilio Fede, tutti accusati di favoreggiamento e induzione alla prostituzione di maggiorenni e anche della minorenne Karima El Mahroug. Nel documento si legge che le feste erano articolate in tre fasi. L’ultima fase, che riguardava la fine serata, consisteva “nella scelta, da parte di Silvio Berlusconi, di una o più ragazze con cui intrattenersi per la notte in rapporti intimi, persone alle quali venivano erogate somme di denaro ed altre utilità ulteriori rispetto a quelle consegnate alle altre partecipanti”.

LEGALI, FEDE SI PRESENTERA’PM E RISPONDERA’OGNI DOMANDA – “Emilio Fede si presenterà ai magistrati milanesi immediatamente e comunque appena vi sia la loro disponibilità ad ascoltarlo. Sin da ora dichiaro che risponderà a tutte le domande che gli saranno poste non avvalendosi in alcun caso della facoltà di astenersi dal dare tutte le spiegazioni sui fatti che gli sono addebitati. E’ sua convinzione che in questo modo potrà chiarire l’infondatezza delle accuse già in fase di udienza preliminare”. E’ quanto affermano i legali di Emilio Fede, Nadia Alecci e Gaetano Pecorella, a seguito del deposito degli atti da parte della Procura di Milano.