Sisma L’Aquila, radon non fu premonitore?

logo_vL’AQUILA – Una ricerca dell’Università dell’Aquila sembra porre fine, dati alla mano (dicono loro), alla polemica sulla presunta previsione del sisma del 6 aprile 2009 sulla base di un aumento delle emissioni di radon. Secondo lo studio, coordinato da Giuseppe Pitari e pubblicato sulla rivista Environmental Earth Sciences, nessun aumento significativo della concentrazione di radon ci fu nel marzo 2009 rispetto allo stesso periodo 2008. Il confronto fra il marzo 2009 e il marzo 2004 mostra anzi una diminuzione media del 30%. Ma questa è davvero la verità o piuttosto dietro a questo studio c’è un governo che non vuole prendersi responsabilità sull’accaduto? Infatti, del parere contrario, è Giampaolo Giuliani che, dopo il terremoto dell’Aquila del 6 aprile del 2009 e riferendosi alle registrazioni dei suoi apparecchi, poche ore prima dell’evento afferma di avere notato un consistente incremento di radon in concomitanza di uno sciame sismico, senza rilascio d’energia, quindi un accumulo di energia che prima o poi, a suo dire, si sarebbe liberata dando certamente origine ad una grande scossa.
Tenuto conto dell’avviso di garanzia ricevuto per la precedente previsione errata fatta la settimana prima riguardo ad un fenomeno sismico che sarebbe dovuto scatenarsi a Sulmona e non sapendo cosa fare, si sarebbe limitato a mettere al sicuro la sua famiglia fuori casa. Lui avrebbe scelto invece di rimanere comunque nella sua abitazione, confidando nella resistenza di questa, per osservare l’arrivo dell’evento.
«Ho fatto andare i miei familiari in auto ed io sono rimasto ad attenderlo a casa con la finestra e la porta aperte, impalato davanti al sismografo.»
Di lì a poche ore vedrà la sua città gravemente colpita dal terremoto del 6 aprile 2009, e la sua popolazione terrorizzata; dinanzi alla conta dei morti e feriti sosterrà di essersi sentito lui stesso responsabile.
Le domande a questo punto sono d’obbligo: «Dove stà la verità? Lo studio fatto e coordinato da Giuseppe Pitari è forse un goffo tentativo di nascondere la verità?
Sicuramente sarebbe un scandalo sapere che si poteva prevedere un terremoto ma non si è fatto niente per evitare almeno i morti. Soprattutto è ancora più raccapricciante immaginare che è stato tutto messo a tacere perché un lutto devierebbe il pensiero che una ricostruzione porta soldi e speculazioni (permessi, concessioni, planimetrie, architetti, geometri, materiali, manodopera e per non parlare poi di mazzetteper ungere le “ruote”).
Infatti il governo Berlusconi fece la promessa che in 6 mesi avrebbero sistemato tutto, ma ad oggi chi vuole abitare in una casa decente, deve tirare fuori i soldi e rimboccarsi le maniche.

Il vostro V

Precedente Inflazione: carrello spesa +2% a luglio Successivo Diffusi fotogrammi del killer di Saronno