Sprecato il 40% dei pasti in ospedale, Lorenzin: ‘Sarà recuperato per poveri’

esterne051409130505141043_bigROMA – Evitare che circa il 40% del cibo preparato per degenti e dipendenti degli ospedali finisca nella pattumiera, come accade oggi. Destinando i pasti a chi da solo non ce la fa più, come i quasi due milioni di poveri assistiti ogni giorno dal Banco Alimentare con le sue 8.600 strutture caritative convenzionate. E’ il progetto cui sta lavorando il ministero della Salute, come ha annunciato il ministro Beatrice Lorenzin, accolto con favore dalle strutture ospedaliere che in molti casi sono già pronte ad aderire

In un momento di crisi economica sempre più drammatica è stato siglato ed è partito proprio in questi giorni un accordo tra il Banco Alimentare del Piemonte e l’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino che prevede il recupero del cibo non distribuito nella mensa e nei reparti dell’ospedale per destinarlo alle mense per indigenti della città, proprio come proposto dal neo-ministro della Salute Beatrice Lorenzin. L’ospedale Molinette, guidato dal direttore generale Angelo Lino Del Favero, è uno dei più grandi e più importanti in Italia e aderisce al progetto Siticibo, il programma del Banco Alimentare che permette di recuperare i pasti non distribuiti nelle mense collettive e/o aziendali. Saranno circa 14.000 i pasti annuali recuperati previsti (70-80 porzioni giornaliere sulle 3500 preparate quotidianamente nel nosocomio) provenienti dalla mensa del suddetto ospedale. Questo progetto si realizza anche grazie alla collaborazione della società di ristorazione Euro Ristorazione. Scrupolose procedure permetteranno di garantire il corretto trattamento dei pasti recuperati. Nella catena del freddo, al termine della distribuzione, il cibo viene portato a bassa temperatura, sotto i 4 gradi, mediante appositi abbattitori e così viene mantenuto sino al suo riutilizzo. Nella catena del caldo la procedura prevede che la temperatura sia sempre superiore ai 65 gradi. Per questo al termine della distribuzione il cibo viene inserito dal personale della cucina in contenitori termici attivi poi vengono ritirati dal Banco Alimentare del Piemonte, presieduto da Roberto Cena. Il cibo recuperato viene immediatamente consegnato alle mense cittadine.

Precedente Tornado killer in Oklahoma: 91 morti. Strage di bimbi, si cercano sopravvissuti Successivo Grillo, tra un anno referendum su euro e Europa