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Tratti in salvo cinque escursionisti italiani in Alaska

Un gruppo di escursionisti italiani è stato tratto in salvo in Alaska dalla polizia locale dopo che i cinque avevano inviato una richiesta di soccorso, tramite un dispositivo di emergenza satellitare, per essersi allontanati dal sentiero tracciato e perso quindi la strada di ritorno. Solo uno presenta sintomi di principio di congelamento ed è stato trasferito all’ospedale di Fairbanks per le cure del caso.

Gli escursionisti avevano in programma di raggiungere l’autobus 142, reso celebre dall’articolo di John Krakauer, pubblicato sulla rivista “Outside”e dal film di Sean Penn ” Into the wild “, che racconta la storia di Christopher McCandless, un giovane americano che dopo la laurea, a soli 24 anni, decise di abbandonare la civiltà e dopo aver donato in beneficenza tutti i suoi averi – circa 24.000 dollari – raggiunse l’Alaska per vivere a stretto contatto con la natura.

Qui McCandless fece del “magic bus”, trovato lungo il cammino, il suo rifugio, ma purtroppo per lui la storia non ebbe un lieto fine, secondo Krakauer, quando dopo tre mesi decise di tornare alla civiltà, rimase bloccato dalla piena del fiume Teklanika e costretto a tornare indietro, morì di fame e di stenti nell’agosto del 1992.

Il percorso dello Stampede Trail effettuato dai turisti italiani è pericoloso anche d’estate, molti escursionisti si feriscono o si perdono, a volte con gravi conseguenze, nel luglio di quest’anno ha perso la vita una cittadina bielorussa e nel 2010 stessa sorte era toccata ad una escursionista svizzera.