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Bitcoin innovativo ? ma figuriamoci, Dittatore venezuelano pagherà in “Petro”

Il Venezuela in forte difficoltà. L’inflazione nel 2017 e’ stata dell’800% e che nel 2018 potrebbe raggiungere , secondo gli osservatori economici internazionali, la cifra record del 2300%. Maduro, il dittatore fantasista, allora si inventa una nuova cripto moneta: il Petro. La creazione del Petro sarà inizialmente garantita dalle riserve sotterranee del petrolio venezuelano, una stima di oltre 5000 milioni di barili. La sterminata faglia petrolifera venezuelana sarà la base di garanzia. Maduro precisa che un Petro varrà un barile di petrolio, ma contestualmente nega che il Petro sia una cripto moneta (la fantasia non ha limiti). Il Petro sarebbe solamente un titolo di debito garantito (per il momento) dal petrolio e in un secondo tempo anche da diamanti, oro e gas provenienti dalle miniere dell’Orinoco. In questa logica le prime imprese che sono state chiamate dal Governo venezuelano a recepire la novità’ sono state le industrie farmaceutiche. La Farmindustria venezuelana si e’ dimostrata molto scettica di fronte a pagamenti dell’enorme debito accumulato con petrolio, diamanti o oro sotto forma di Petri. E’ molto probabile che questo artificio possa essere l’ultimo del Presidente venezuelano per cercare di non venir schiacciato dal disastro economico. Questa cripto moneta nasce da un perfetto “illusionista”, tirando fuori dal cilindro un’innovazione nel campo della sovranità’ monetaria ( la moneta non vale più’ nulla ed allora liberiamola dall’inflazione galoppante creando un qualcosa di diverso), per gestire le transazioni finanziarie, per pagare i debiti e superare il blocco delle sanzioni americane. Gli economisti sono scettici verso un artificio che, di fatto, vende le materie prime del paese nemmeno ancora estratte ma solo stimate. La forza di una moneta e’ direttamente proporzionale alla forza di un paese. Il Venezuela di oggi e’ allo stremo, con pochissime speranze. Serve uno scossone politico che permetta di bloccare le sanzioni internazionali con apertura a nuovi investitori.

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