Il gatto soriano tra il mito e la mia realtà

Un’antica leggenda vuole che nella stessa notte in cui la Madonna partorì Gesù anche una gattina tigrata partorisse i suoi cuccioli nella stessa stalla e che Maria, intenerita dalla nascita, abbia accarezzato la madre, lasciando sulla sua fronte la propria iniziale sottoforma di striatura del pelo: ancora oggi, per questo racconto, i gatti tigrati, se il pelo sul muso disegna, anche solo vagamente, una “M” vengono definiti “Gatti della Madonna” ed investiti di particolari qualità che purtroppo non sono né documentate né verificabili a priori.

Da profonda non credente, seppur questo mito mi sia familiare e mi piaccia, devo dire che tutti i gatti soriani incontrati nella mia vita, maschi e femmine, giovani e vecchi, magri magri o grassissimi, hanno tra un occhio e l’altro due righe di pelo più scuro che sembrano formare l’iniziale del nome di Maria. E parlo con cognizione di causa: di gatti tigrati attualmente in casa ne ho 4 su 6 e sono tutti definibili “Gatti della Madonna”, portano tutti il segno ineluttabile del tocco della madre di Cristo.

Non sono degli “angeli”. Sono gatti normali: mangiano, prendono le coccole e dormono, dormono, dormono e ancora dormono. Nessun comportamento straordinario, nessuna bontà fuori dal comune, nessuna empatia particolarmente spiccata né tra loro né con me. E questo è un fatto documentabile.

Avete mai visto nella vostra vita un “Gatto della Madonna” particolare? O anche a voi sembrano dei normalissimi gatti a righe?

Aspetto ansiosa le vostre testimonianze, nella speranza di potermi ricredere.

 

Precedente Instagram sperimenta Direct, la chat per i più giovani Successivo Una web serie su San Nicola. Il supereroe di Ivan Cacace