Jack the Ripper, un mistero che dura da 125 anni

Oggetti e reperti dalla mostra su Jack Lo Squartatore a Londra
Oggetti e reperti dalla mostra su Jack Lo Squartatore a Londra
(di Alessandro Carlini) – Un mercante, un medico o un marinaio? Tante sono le ipotesi su chi si celasse dietro lo pseudonimo di ‘Jack Lo Squartatore’, il serial killer che terrorizzo’ Londra alla fine del 1800, ma una sola certezza: la sua identita’ resta tuttora un mistero. Sono trascorsi esattamente 125 anni da quel 31 agosto del 1888 quando ‘Jack’ uccise la sua prima vittima nell’allora poverissimo East End della capitale.
La zona di Whitechapel era tristemente rinomata per i suoi quartieri degradati, abitati da operai ma anche da molti delinquenti e prostitute, le vittime preferite di quel criminale che ben presto fini’ sulle prime pagine dei giornali e divenne il caso irrisolvibile per i detective di Scotlant Yard, a partire dall’ispettore Frederick George Abberline, interpretato da Johnny Depp nel film ‘La vera storia di Jack lo squartatore’. La pellicola del 2001 e’ una delle tante che insieme a libri e documentari cercano di fare luce su questa vicenda che si perde nelle nebbie londinesi.

Compito a dir poco arduo: nemmeno sul numero di vittime e’ stato mai trovato un accordo ma ci sono versioni contrastanti. Alla mano di Jack The Ripper vengono attribuiti con sicurezza gli omicidi di cinque donne nell’East London, fra l’agosto e il novembre del 1888. Ma secondo molti il killer ha proseguito anche oltre, eliminando altre quattro donne sempre nella stessa zona.

C’e’ anche chi pensa che Jack non si sia fermato alla sola Londra ma abbia viaggiato e colpito anche in altri Paesi, perfino in Nicaragua e Giamaica. C’e’ chi dice che a uccidere con selvaggi tagli alla gola e poi a smembrare le sue vittime sarebbe stato un medico americano, Francis Tumblety. Un rispettabile dottor Jekyll che all’improvviso si trasformava in un mostruoso Mister Hyde.

Ma la lista dei sospetti dei crimini efferati commessi nella Londra vittoriana sotto quello pseudonimo e’ lunghissima, spaziando da un marinaio, ad un macellaio, un mercante, persino ad un esponente della famiglia reale, forse ad uno degli ultimi stadi degenerativi della sifilide. ma si e’ parlato anche di James Kelly, un uxoricida in fuga dal manicomio quando nel 1888 si verificarono gli omicidi. Sulle tracce di Jack The Ripper si sono messi i migliori investigatori di Scotland Yard e del mondo e negli ultimi anni la scrittrice Patricia Cornwell, che voleva ricorrere alla prova del Dna, tecnica tanto usata nei suoi gialli. Ma i risultati sono stati sempre deludenti.

Precedente Boldrini, polemiche inutili nuocciono a istituzioni Successivo Va in banca,viene derubato dal vigilante