Cosima Misseri: se Sarah si fosse confidata l’avrei salvata

ROMA – Si definisce ”una donna e una moglie come tante altre”. E’ Cosima Misseri che, in un’intervista alla Stampa e con Matrix, racconta la giornata dell’omicidio della nipote Sarah Scazzi e afferma che se avesse intuito delle molestie alla ragazza, forse avrebbe potuto salvarla.
”Sarei stata la prima ad andare dai Carabinieri – aggiunge parlando della figlia – se avessi saputo che Sabrina era colpevole” e dice che ”di quel maledetto giorno” non ricorda molto. La madre di Sabrina, poi, racconta cosa le e’ stato riferito dal marito, Michele: ”dice che quel giorno stava arrabbiatissimo per il trattore e Sarah gli ha chiesto ‘zio, perche’ urli?’. Lui le ha detto ‘vattene che e’ meglio’ ma Sarah ha continuato. Allora lui l’ha spostata di peso e poi le ha buttato la corda”.

Cosima Misseri aveva dichiarato di non voler piu’ vedere suo marito poi ha cambiato idea, ”quando poi ho saputo il motivo per cui ha accusato sua figlia allora mi sono detta: ‘non lo abbandonero”’. E questo motivo, pero’, Cosima non lo rivela: ”lo sanno i Carabinieri”, afferma.

Poi racconta della situazione della figlia Sabrina, in carcere. ”E’ arrabbiata con il padre, non capisce perche’ deve rimanere in galera – aggiunge – e se fosse colpevole starebbe piu’ tranquilla. I chili che sta perdendo mia figlia, li sta prendendo mio marito che si e’ liberato la coscienza”.

La moglie di Michele Misseri nega di essere a conoscenza delle presunte molestie di suo marito verso Sarah ma aggiunge: ”Se mi avessero detto dei 5 euro che le regalava raccomandandosi di stare zitta, lui che non dava mai un centesimo a nessuno, mi sarei allarmata, avrei fatto delle domande, forse l’avrei salvata”.

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