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Lo scioglimento dei ghiacciai in Groenlandia

Il mese di luglio del 2019 si è dimostrato catastrofico per i ghiacci che ricoprono la Groenlandia. Il 56% della calotta glaciale mostra almeno 1 millimetro di acqua di fusione sulla sommità, e nella sola giornata del 31 luglio, sono finite nell’oceano oltre 10 miliardi di tonnellate di ghiaccio sciolto.

Secondo il Danish Meteorological Institute, questo evento record di fusione è stato sufficiente a innalzare il livello medio dei mari di 0,5 millimetri.

Tutto ciò non fa altro che confermare, purtroppo, quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Nature Communications Earth and Environment e condotto dagli esperti del Byrd Polar and Climate Research Center della Ohio State University, i quali sostengono che la Groenlandia abbia raggiunto ormai il punto di non ritorno.

Secondo quanto sostenuto dalla ricercatrice Michaela King prendendo i dati risultanti dalle osservazioni satellitari su oltre 200 ghiacciai, si è potuto stabilire che le nevicate invernali ormai non riescono più a bilanciare lo scioglimento. Se durante gli anni ’80 e ’90 la situazione si presentava in sostanziale pareggio con una perdita e successivo riaccumulo quantificabile in circa 450 miliardi di tonnellate di ghiaccio, dall’inizio del nuovo millennio lo scioglimento è stato pari a 500 miliardi di tonnellate annue senza che però siano aumentate la nevicate.

La stessa ricercatrice sottolinea che tutto ciò implica che il ghiaccio continuerà a diminuire, anche se l’umanità riuscisse improvvisamente ad arrestare il cambiamento climatico.