Neve. Ancora neve

Torre Pellice, per chi non è pratico: alto Piemonte, Valle parallela alla più rinomata Val Chisone, quella del Sestriere per intenderci.

Il Comune, risalendo la valle, è il primo considerato “montano”: 600 metri scarsi sul livello del mare. Quasi collina.

Eppure qui, dopo i 60 centimetri caduti lo scorso fine settimana, nevica di nuovo. E di nuovo gli spazzaneve non sono pronti e non c’è la sabbia sui marciapiedi.

Guardandosi intorno si vedono in ogni dove i cumuli ghiacciati della volta precedente, i marciapiedi sono lastre di ghiaccio scivoloso, i parcheggi un ricordo estivo sotterrato. Nessun rumore di mezzi spazzaneve o spargisabbia.

Tutto tace, in questo tipico paesaggio ovattato, ma adesso, a soli 7 giorni di distanza, nevica di nuovo: domani la coltre caduta oscurerà non solo i passaggi tra gli ammassi precedenti, ma occulterà anche gli strati di ghiaccio già consolidati. Le persone scivoleranno e cadranno rovinosamente, le auto pattineranno nonostante gli pneumatici invernali; a nulla servirà guardare bene prima di calpestare la nuova coltre: cadremo, scivoleremo, ci schianteremo gli uni contro gli altri o contro il suolo, nessuno indenne.

Ma domani è lunedì: si va a scuola, a lavorare, a far la spesa.

Sul sito del Comune, neppure un comunicato di allerta meteo, nemmeno due righe per dire di starsene in casa che è prevista neve fino a domani pomeriggio.

Rimanga in casa chi può, agli altri, me compresa, un sincero augurio di buona fortuna e di rimediare, al massimo, qualche livido sul deretano!

 

 

 

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